Quali sono le differenze tra pulizia, igienizzazione e sterilizzazione?

Pulire, disinfettare, sterilizzare, in questi mesi se n’è parlato molto. Quando si parla di disinfezione si ha a che fare con termini apparentemente simili ma in realtà fanno riferimento ad azioni e procedure diverse che portano a risultati diversi. Erroneamente utilizzate come sinonimi, si è venuta a creare confusione. Per fare un po’ di chiarezza è necessario capirne la differenza e il modo in cui sono entrate a far parte della vita di tutti i giorni.

Che cosa si intende con pulizia?

Da sempre l’uomo lotta contro la sporcizia. Che si tratti di vestiti, alimenti o di superfici, eliminare lo sporco risponde al bisogno di sentirsi puliti. Ormai acqua, sapone o detergenti sono riconosciuti efficaci rimedi per la pulizia. Con il termine pulizia si intende la prima detersione mirata a esportare lo sporco da una superficie. Il termine detersione è sinonimo del sostantivo pulizia. Le due parole possono essere utilizzate in maniera libera.

Non esiste una differenza tra la detersione effettuata su superfici, indumenti o stoviglie della cucina. Questa detersione è fatta con prodotti non specifici ma solamente schiumogeni. È la presenza di tensioattivi a intrappolare lo sporco e portarlo via senza lasciare traccia. Si parla di “prima detersione” perché è sempre necessario effettuare una pulizia prima di poter procedere alla disinfezione e successivamente alla sterilizzazione. Questo perché lo sporco è ricco di microrganismi che, se presenti sulla superficie, sono in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.

Che cosa si intende con disinfezione?

La disinfezione è un trattamento mirato che ha lo scopo di abbattere la carica microbica, che questa sia presente in ambienti e stanze o su superfici e oggetti. Non tutti i prodotti possono svolgere questa attività, infatti è necessario utilizzare prodotti biocidi o detergenti con il bollino “presidio medico chirurgici” autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione e devono essere utilizzati nel giusto dosaggio. Attraverso la disinfezione la maggior parte di batteri e virus pericolosi vengono uccisi. Uno dei disinfettanti più conosciuti e usati è l’alcol etilico, utilizzato in grande percentuale nei gel disinfettanti per le mani che sono ormai a disposizione di tutti all’ingresso dei negozi e delle attività commerciali.

Cosa si intende con sterilizzazione?

La sterilizzazione è il più alto livello di pulizia. Con il termine sterilizzazione si fa riferimento a quel processo, fisico o chimico, che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore. La sterilizzazione è un insieme di azioni, un processo, diviso in alcune fasi.

Innanzitutto vi è il trasporto dello strumento o degli oggetti da sterilizzare. Il trasporto deve avvenire in modo sicuro, tutelando la salute dell’operatore che svolge il processo. Segue la decontaminazione/disinfezione, attraverso una detersione o lavaggio. Vi è poi il risciacquo, l’asciugatura e il confezionamento per poter procedere all’effettiva sterilizzazione tramite dispositivo apposito, ad esempio l’autoclave. Una volta terminato il processo, l’oggetto sterilizzato viene rimosso dal dispositivo e spostato nel luogo di stoccaggio o di nuovo utilizzo.

Cosa si intende con sanificazione?

Il termine sanificazione, usato sempre più spesso negli ultimi mesi, durante e successivamente il lockdown, è un po’ controverso. Il termine sanificazione non può essere usato riferendosi a un oggetto, bensì solamente agli ambienti. Infatti il termine sanificazione è, citando il documento redatto dal Ministero della salute, un “complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell’aria”.

I prodotti utilizzati per le procedure di sanificazione devono essere accuratamente selezionati. Ciò è necessario per tutelare la salute sia degli addetti alla sanificazione che delle persone successivamente ammesse negli ambienti. Spesso le procedure messe in atto richiedono l’utilizzo di attrezzature che generano sostanze chimiche attive sanizzanti, come ad esempio ozono e cloro. Per quanto riguarda la garanzia del mantenimento di un’elevata qualità dell’aria, è importante assicurare un ricircolo continuo di aria attraverso impianti di ventilazione o climatizzazione adeguati oppure attraverso l’apertura delle finestre presenti negli ambienti.

La decontaminazione dello studio odontoiatrico

Oggi, alla luce della pandemia da Covid19 l’attenzione al rischio di contagio da virus e batteri è aumentata. I riflettori sono stati puntati maggiormente su coloro che operano a stretto contatto con i pazienti come medici e dentisti. 

L’obiettivo dell’igiene all’interno dello studio medico o dello studio odontoiatrico è prevenire la trasmissione delle malattie infettive dal paziente al personale dello studio e da questo a nuovi pazienti.

L’igiene dello studio è sempre stato un tema di forte interesse anche a causa di altre patologie. La diffusione di patologie come l’epatite o l’HIV ha preoccupato notevolmente tutta la categoria medica, imponendo da sempre attenti controlli e il rispetto di norme igieniche. Con il diffondersi del Covid19 i protocolli sono diventati ancora più rigidi, generando un pacchetto completo di misure volto a regolamentare le procedure nell’ottica di evitare la trasmissione delle infezioni per tutelare chiunque entri nello studio odontoiatrico.

La sanificazione dello studio odontoiatrico

La sanificazione mediante ozono è spesso utilizzata negli ambienti medico/sanitari ad alta frequenza, come lo studio dentistico. In questi locali sono diverse le azioni messe in atto per garantire un luogo sicuro per gli operatori del settore e per i pazienti. Prima e dopo l’ingresso di nuovi pazienti l’ambiente è sottoposto a ricambio d’aria, pulizia con detersione e disinfezione delle superfici ad alto contatto (come maniglie, porte, sedie, braccioli della poltrona, interruttori della luce, pulsanti e oggetti di varia natura).

Disinfettare o sterilizzare gli strumenti nello studio odontoiatrico?

La disinfezione annienta la gran parte di virus e batteri pericolosi. La sterilizzazione, invece, azzera totalmente i microrganismi pericolosi. Perciò per non incorrere in infezioni crociate, ovvero quelle trasmesse attraverso gli strumenti dal paziente al dentista oppure tra pazienti, la sterilizzazione è l’unica soluzione completamente sicura per la tutela delle persone. La sterilizzazione va effettuata su tutti gli strumenti che sono utilizzati all’interno della bocca del paziente e che entrano in contatto con sangue e saliva. Tra questi specchietti, sonde, turbine, manipoli e frese, strumenti di ortodonzia, siringhe dell’anestesia e molti altri.

Nell’ambito dentistico la sterilizzazione viene fatta mediate un macchinario chiamato autoclave. L’autoclave è un dispositivo che mediante vapore saturo a 121° sotto pressione, per una durata che varia a seconda della dimensione del carico e del suo contenuto, è in grado di sterilizzare materiali, strumenti e indumenti. È possibile dunque notare se uno strumento è stato sterilizzato se risulta imbustato. Infatti il dentista aprendo la busta davanti al paziente garantisce strumentazione sicura e correttamente sterilizzata.

Per quanto riguarda invece la disinfezione nello studio odontoiatrico è bene specificare che si tratta di una procedura che non interessa lo strumentario. Riguarda invece tutto ciò che non entra in contatto diretto con la bocca dei pazienti. Si tratta quindi delle superfici come i mobili della sala clinica o la poltrona. La disinfezione avviene tra un paziente e l’altro garantendo un ambiente a basso rischio di contagio. La sanificazione avviene in concomitanza della disinfezione delle superfici garantendo un continuo ricircolo dell’aria tra un paziente e l’altro.

Sicurezza in studio

Lo studio odontoiatrico è sempre stato sicuro grazie all’attenzione e alla cura che ogni dentista mette nel garantire un ambiente salubre e decontaminato ai proprio pazienti, ma anche ai propri collaboratori. Con le nuove norme anti-Covid19 l’attenzione è solo aumentata: lo studio odontoiatrico non è mai stato più sicuro di così.