Estate e sensibilità dentale

I denti sentono freddo anche quando fa caldo

Estate: sensibilità ai denti - Io Vado dal Dentista
Estate: sensibilità ai denti - Io Vado dal Dentista

Estate è sinonimo di piatti freddi e veloci, ma non solo. Estate è anche grigliate di pesce e fiumi di vino bianco ghiacciato, bevande fresche per alleviare la sete, ghiaccioli, gelati. Insomma, quando il caldo si fa sentire si cerca refrigerio.

A tutti sarà capitato, però, di avvertire una sensazione di dolore acuto ai denti, generalmente di breve durata, dopo il contatto con questi cibi e bevande.

Tra i disturbi più diffusi che interessano la bocca, vi è, infatti, la sensibilità dentinale.

Sensibilità dentale: cosa succede ai denti

La sensibilità dentale si manifesta quando a uno stimolo di natura termica (caldo/freddo), tattile (es. forchetta o spazzolino), chimica (sostanze acide come le bibite) o osmotica (dolce/salato) corrisponde una sensazione fastidiosa e dolorosa.

La causa risiede all’interno del dente e, più nello specifico, nell’esposizione dei tubuli dentinali. I denti, infatti, sono composti da più strati . Quello più esterno è lo smalto, la parte visibile e la sostanza più resistente e dura del nostro corpo. Ha lo scopo di proteggere la dentina, ovvero lo strato sottostante, un tessuto molto simile a quello osseo e meno resistente rispetto allo smalto. All’interno della dentina sono poi presenti i cosiddetti tubuli dentinali, i responsabili della sensibilità dentale. Al loro interno, infatti, sono contenuti dei fluidi che subiscono contrazioni e dilatazioni a seconda degli stimoli ai quali vengono sottoposti. Lo spostamento di questi liquidi genera una compressione delle strutture nervose all’interno della polpa dentaria e, di conseguenza, la sensazione dolorosa.

Cause e tipi di sensibilità dentale

In condizioni normali la dentina non è esposta al cavo orale perché protetta dallo smalto e dalla gengiva, ma può diventarlo a causa di recessioni gengivali, problematiche parodontali, erosioni e abrasioni cervicali, traumi. Anche alcuni trattamenti odontoiatrici in studio possono generare sensibilità: otturazioni, sbiancamenti, levigature delle radici o una semplice igiene orale, se presente molto tartaro.

Quando si parla di sensibilità o ipersensibilità dentale bisogna fare una differenziazione tra sensibilità singola e sensibilità diffusa.

Se il problema riguarda soltanto un dente potrebbe trattarsi di una carie o di un’otturazione che necessita di essere ricontrollata. Se la carie è stata curata e l’otturazione non presenta difetti è consigliato recarsi dal proprio dentista per un’anamnesi più approfondita, volta a individuare le motivazioni della comparsa del sintomo doloroso.

Se la sensibilità è diffusa a diversi elementi, come un’arca intera, le cause possono essere molteplici. Tra i principali fattori di rischio:

  • Cibi e bevande acidi o zuccherini (vino, bibite gasate, succhi di frutta, aceto, etc).
  • Acidi gastrici qualora si soffra di reflusso gastro-esofageo.
  • Spazzolini con setole troppo dure, tecniche di spazzolamento traumatiche e dentifrici abrasivi.
  • Scarsa igiene orale e conseguente gengivite o parodontite.
  • Farmaci che inibiscono o limitano la salivazione.
  • Alcuni trattamenti odontoiatrici.

Chi colpisce e soluzioni per prevenirla o limitarla

La sensibilità dentale è un problema che può interessare tutti i soggetti indipendentemente dall’età, anche se è stata riscontrata una maggiore incidenza sulla popolazione tra i 20 e i 40 anni di età e, in particolare, sulle donne e sulle persone affette da malattie parodontali.

Purtroppo, qualunque sia la causa, una volta danneggiati smalto e dentina non sono in grado di autoripararsi.

Le terapie professionali che il dentista adotta in studio per contrastare la sensibilità dentinale prevedono l’utilizzo di diversi principi attivi. L’obiettivo è la chiusura dei tubuli dentinali affinché il liquido contenuto al loro interno non possa più spostarsi. Le differenti soluzioni sono adottabili in base alla diffusione e alla gravità della sensibilità:

  • Fluoruro di sodio e fluoruro stannoso
  • Fosfato di calcio e idrossido di calcio
  • Idrossinanopatite
  • Nitrato di potassio
  • Resine e adesivi

Tra le terapie domiciliari più diffuse, invece, troviamo l’utilizzo quotidiano di collutori, dentifrici o gel specifici che abbiamo all’interno della formulazione nitrato di potassio, fluoruro stannoso, idrossiapatite.

Come per tutte le patologie che affliggono in cavo orale bisogna sottolineare come la prevenzione sia indispensabile per proteggere i denti dalla sensibilità dentale. Alcuni comportamenti e semplici accorgimenti possono infatti evitare la comparsa o l’aggravarsi dei sintomi del disturbo:

  • Chiedere al proprio dentista o igienista consigli sulla tipologia di spazzolino (manuale, elettrico, sonico) e setole (morbide o medie) più idonea.
  • Adottare una tecnica di spazzolamento non traumatica, ma efficace. Soprattutto nel caso di bambini alle prime armi con lo spazzolino è consigliabile chiedere al proprio dentista o igienista una “mini-lezione” sulle tecniche di spazzolamento. Una volta appresa la tecnica corretta non la dimenticheranno più!
  • Evitare il più possibile il consumo di bevande e cibi acidi.
  • Evitare di digrignare i denti o serrarli durante il giorno. Chiedere consiglio al proprio dentista per individuare soluzioni al bruxismo (un byte o paradenti).
  • Utilizzare dentifrici specifici o comunque a bassa abrasività.
  • Praticare una corretta igiene orale ed effettuare regolari controlli dal dentista o igienista dentale per prevenire infiammazioni paradontali e, di conseguenza, recessioni gengivali.

Trascurare la sensibilità dentale potrebbe innescare un circolo vizioso poiché il dolore che si avverte potrebbe indurre il paziente a spazzolamenti più blandi e poco efficaci. Di conseguenza potrebbero insorgere anche problemi di salute orale, quali carie e gengiviti. Rivolgersi al proprio dentista o igienista di fiducia è sempre la soluzione ottimale poiché sono gli unici professionisti in grado di valutare le cause e procedere con una corretta diagnosi.

Programmare un corretto piano di cure è essenziale, così come un piano di prevenzione della sensibilità dentinale che sarà tanto più efficace quanto più si è capaci di adottare accorgimenti e consuetudini per una corretta igiene orale quotidiana.