05 Marzo 2021
Psicologa Paura dal dentista, riconoscerla e vincerla: consigli pratici

Paura dal dentista, riconoscerla e vincerla: consigli pratici


Si avvicina il giorno dell’appuntamento dal dentista e cominciate a sentirvi ansiosi, irritabili, in allarme, sempre più distratti da pensieri catastrofici associati all’esperienza tanto temuta. Se con grandi sforzi riuscirete a sottoporvi alla visita sarà una vera tortura; se invece il disagio è troppo forte e spaventoso troverete mille giustificazioni per evitare e ci riuscirete, soddisfatti di aver allontanato il problema, ma consapevoli che prima o poi i vostri denti grideranno aiuto e non ci sarà altro rimedio che la poltrona del dentista. Questo pensiero genera nuova ansia e la paura prende il sopravvento, limitando la vostra vita.

L’odontofobia rappresenta una fobia specifica, descritta nel DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) come la “paura intensa e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici”. Il dentista, appunto!

Come distinguere se avete solo paura – e questa è un’emozione primaria utile per riconoscere i pericoli e prevenirne le conseguenze – o se siete vittime della fobia? La fobia si configura come una manifestazione emotiva sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia. Lo stimolo fobico, in questo caso il dentista, spesso già al solo pensiero scatena una serie di sintomi tipici dell’ansia, ovvero:

Disturbi fisici

  • vertigini e sensazione di stordimento
  • nausea
  • sudorazione
  • tachicardia o palpitazioni
  • mancanza di respiro
  • tremore
  • disturbi di stomaco e/o intestinali

Disturbi psicologici

  • paura di svenire
  • paura di perdere il controllo
  • sensazione di terrore
  • paura di morire

Probabilmente vi rendete conto che sono reazioni irrazionali ma non riuscite a controllarle, il terrore sembra innescarsi automaticamente ed è insostenibile, fate di tutto per evitare rischiando così di aggravare la vostra condizione odontoiatrica. Di evitamento in evitamento, una piccola carie si complica fino all’ascesso, alla pulpite, alla gengivite, patologie sempre più fastidiose, dolorose e costose da trattare.

Cosa fare per risolvere la fobia?

Il trattamento più efficace è di tipo cognitivo-comportamentale e consiste in una tecnica chiamata desensibilizzazione sistematica o terapia dell’esposizione. Nello specifico, si viene esposti gradualmente allo stimolo fobico, sia in immaginazione che nella realtà/in vivo, fino all’estinzione della paura. 

Le esposizioni progressive sono associate a tecniche di rilassamento, utili per regolare e gestire gli stati di ansia e stress, ristabilire l’equilibrio psicofisiologico e alleviare le tensioni. In primo luogo è importante imparare a riconoscere la differenza tra tensione e rilassamento attraverso la ripetizione di esercizi di contrazione volontaria e prolungata di diverse zone del corpo, per imparare a individuare anche le minime contrazioni muscolari. 

Ad esempio, da seduti provate ad allungare le gambe e contrarre i muscoli, mantenete la contrazione per alcuni secondi, poi rilasciate. Ripetete l’esercizio diverse volte, coinvolgendo anche altre zone del corpo. La sensazione di rilassamento che proverete quando smettete di contrarre i muscoli vi porterà immediatamente a sperimentare un piacevole stato di benessere fisico che si tradurrà in benessere psicologico

Un altro esercizio di rilassamento estremamente efficace per ridurre ansia, tensioni e stress è portare la consapevolezza sul respiro. Se siete poco pratici, ponete una mano sul torace e l’altra sull’addome, inspirate profondamente dal naso, trattenete l’aria qualche secondo, poi espirate sempre dal naso oppure dalla bocca per aumentare la percezione dell’atto respiratorio. Assicuratevi che il torace rimanga fermo, mentre l’addome si espande ad ogni inspirazione e si restringe durante l’espirazione. Focalizzate la vostra attenzione sul flusso dell’aria che entra ed esce dalle narici e ascoltate il ritmo del respiro. Ripetete l’esercizio almeno cinque volte. Durante l’esecuzione la mente è concentrata solo su questo gesto, non è distratta da pensieri o stimoli esterni, permettendovi così di sperimentare una sensazione di pace mentale che si estende immediatamente a tutto il corpo. L’ansia di riduce perché attraverso una respirazione lenta e profonda si contrasta la sensazione di “fame d’aria” che spinge a emettere respiri rapidi e brevi, con conseguente aumento del disagio e del panico. Il respiro è sempre con noi, è un’àncora di cui disponiamo in qualsiasi momento, basta ricordarsene e portare l’attenzione sulla respirazione per calmarsi nei momenti di tensione. 

Potete praticare questi semplici esercizi in qualsiasi momento della giornata, per allenarvi a utilizzarli nei momenti in cui ansia e preoccupazione saranno più forti, come quando pensate al dentista. Una volta che riuscite a gestire lo stress attraverso una tecnica di rilassamento, potete anche provare piccole esposizioni a situazioni odontoiatriche, per verificare il vostro livello di disagio. Ad esempio:

  • Guardate immagini di studi dentistici
  • Guardate immagini di dentisti al lavoro
  • Guardate spezzoni di film o video ambientati dal dentista
  • Sostate per un po’ nella sala d’attesa dello studio
  • Conversate con il dentista

Se questi lievi stimoli vi generano reazioni intense di ansia e disagio che non riuscite a controllare è opportuno rivolgersi a un professionista, vi aiuterà ad affrontare la paura, a capire che il dentista non è un terribile pericolo e che la fobia si può controllare finché perde potere. Perché la paura del dentista non deve diventare più forte del desiderio di sorridere

Alessandra Bianchi | Senior Consultant reparto ricerche qualitative Key-Stone
Alessandra Bianchi | Senior Consultant reparto ricerche qualitative Key-Stone
Psicologa, iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio nel 1997. Lavora come libera professionista a Torino dove si dedica al trattamento dei disagi che limitano il benessere e la qualità della vita. Impegnata nel volontariato con l’Associazione Psicologi per i Popoli Torino e socia AIAMC "Associazione italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva".

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