PsicologaLa fiducia (dal dentista) è una cosa seria

La fiducia (dal dentista) è una cosa seria

Fidarsi è bene, ma…

La fiducia è un sentimento che guida gran parte delle nostre azioni nella vita di ogni giorno, provare fiducia ci permette di operare scelte e valutare idee, situazioni e persone. Quante volte avete preso una decisione perché quel luogo, quella persona, quella proposta, vi ha ispirato fiducia? E quante relazioni si mantengono nel tempo, grazie alla fiducia? Quante volte invece avete corso dei rischi confidando soltanto nella fiducia in voi stessi?

Quando consigliamo un servizio, un negozio, un sito, spesso si dice all’altro “fidati” a rinforzo del nostro suggerimento. Questo perché la nostra esperienza positiva ha attivato in noi questo sentimento, stimolando una specifica area cerebrale: la corteccia prefrontale mediale, che è legata alla percezione ed espressione delle emozioni e al consolidamento dei ricordi associati a queste.

Al contrario, la sfiducia regola altrettante decisioni, permette di discriminare ed evitare il rischio di incorrere in situazioni spiacevoli o di ripeterle.

La sfiducia può essere attivata da situazioni molto diverse tra loro, alcune derivano dalle nostre esperienze dirette, altre si consolidano nella nostra mente in seguito a una serie di messaggi che riceviamo dall’esterno. Ad esempio, la sfiducia verso alcune persone, ambienti, categorie professionali, dove il sentito dire diventa talmente forte da generare una sorta di aspettativa negativa a priori che influenza i nostri pensieri e interazioni.

Come scegliere il dentista?

Pensando agli ambiti professionali, nel mondo sanitario il settore dell’odontoiatria è quello che risente maggiormente delle credenze e dei pregiudizi ormai radicati da anni, soprattutto in relazione all’immagine che lega la professione ad alti guadagni e a un tenore di vita elevato, supportando l’idea che il dentista aumenti in modo significativo i costi delle cure.

Queste convinzioni pervadono opinioni e atteggiamenti dei pazienti, creando un substrato di diffidenza che spinge spesso a visitare diversi studi alla ricerca del preventivo più vantaggioso, senza considerare gli aspetti meno visibili della professione che determinano il valore delle terapie. La scelta dei materiali, le tecnologie disponibili, la gestione dello studio, la presenza di assistenti, i corsi di formazione, sono fattori che incidono sul preventivo finale e di cui difficilmente i pazienti sono consapevoli. Non ultime, le campagne pubblicitarie che invadono le città con promesse di risparmio molto accattivanti alimentano il sospetto di aver ricevuto preventivi maggiorati, stimolando i pazienti a cambiare spesso dentista.

Dentista: pregiudizi e credenze

Come agiscono i pregiudizi e le credenze quando siete dal dentista?

A livello cognitivo, se siete convinti che i dentisti sono tutti orientati al guadagno, durante la visita sarete sulla difensiva, probabilmente vi sarete creati aspettative precise su come il dentista dovrebbe comportarsi o sul valore delle cure che pensate di dover ricevere e interpreterete ogni comportamento o informazione diversi da queste come indice di scarsa affidabilità. Lascerete lo studio pensando di dover visitare un altro odontoiatra e confrontare i preventivi. Se sarà solo poco più basso del precedente avrete la prova che quel professionista non merita fiducia. È un processo cognitivo noto come inferenza arbitraria.

A livello comportamentale, potreste mettere alla prova il professionista con domande a trabocchetto, prestando attenzione eccessiva a piccole incongruenze e differenze nell’esposizione del caso e del piano di trattamento, a conferma dei vostri sospetti. Oppure, potreste evitare di ottenere ulteriori spiegazioni seguendo il flusso dei vostri pensieri inferenziali.

Recuperare la fiducia nel dentista

In quest’ottica, sarà facile restare spesso delusi e mantenere un atteggiamento critico che rinforza la diffidenza, portando a provare ancora un nuovo professionista.

È importante recuperare la fiducia, il rapporto con il dentista non è on demand, ma è una figura che ci accompagna nelle varie fasi della vita, cui rivolgerci per piccoli dubbi, problemi più importanti, emergenze e trattamenti di mantenimento. Più il rapporto di consolida e cresce la conoscenza reciproca, sia personale che anamnestica, maggiore sarà la probabilità di ricevere sempre le cure più adeguate al nostro caso specifico.

Per favorire la fiducia durante la visita odontoiatrica può essere d’aiuto mantenere un atteggiamento aperto e neutrale, privo dei pregiudizi che disturbano l’interazione. Osservate lo studio, come vi sentite in sala d’attesa, i colori, l’igiene, il design, gli altri pazienti presenti, valutate se il personale addetto al ricevimento vi fa sentire a vostro agio, non soffermatevi su dettagli che potrebbero influire sulla percezione di costosità – ad esempio un quadro, un soprammobile prezioso, le tecnologie – ricordate che non sapete nulla di quella persona e non conoscete la storia di quegli oggetti.

Durante la visita focalizzatevi su come vi sentite alla poltrona, com’è l’ambiente per voi; e nel colloquio con il dentista, sulle spiegazioni che vi offre, su quanto vi coinvolge, sulla percezione di competenza, fate caso alle basi emozionali che cominciano a delineare la struttura della relazione. Riconoscete se sono presenti i segnali della fiducia e in che misura: vi sentite accolti, sereni, sicuri, rispettati, interessati, liberi di esprimervi, compresi. Considerate come lavora, se il suo approccio vi piace, se è ben organizzato, tranquillo, se ha una buona sintonia con l’assistente, come si comporta quando avvertite dolore. Sono piccoli segnali su cui difficilmente ci si sofferma, ma che ci dicono molto sull’interazione in corso.

Non partire prevenuto sul preventivo del dentista

Al momento del preventivo, se vi sembra oneroso, non lasciatevi scoraggiare dai numeri, non lasciate che il pensiero inferenziale prenda il sopravvento in assenza di fatti ed evidenze a conferma. Se il dentista vi ha fatto una buona impressione e suscitato fiducia manifestate i vostri dubbi, chiedete dettagli su tecniche e materiali, cercate soluzioni alternative o concordate agevolazioni. Non dimenticate che anche il dentista deve fidarsi di voi, è una relazione reciproca, per cui nell’avanzare richieste non trascurate di fare la vostra parte.

E se uscendo dallo studio venite colpiti da quelle pubblicità così invitanti o dal consiglio di un amico che ha pagato meno, ripensate alla persona che vi ha ispirato fiducia e date valore a quella relazione, perché ora non è più solo un dentista tra tanti, si sono creati i presupposti perché diventi il vostro dentista di fiducia.

Alessandra Bianchi | Senior Consultant reparto ricerche qualitative Key-Stone
Alessandra Bianchi | Senior Consultant reparto ricerche qualitative Key-Stone
Psicologa, iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio nel 1997. Lavora come libera professionista a Torino dove si dedica al trattamento dei disagi che limitano il benessere e la qualità della vita. Impegnata nel volontariato con l’Associazione Psicologi per i Popoli Torino e socia AIAMC "Associazione italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva".

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