19 Gennaio 2021
Bellezza Lo sbiancamento professionale a casa, funziona?

Lo sbiancamento professionale a casa, funziona?

Come molte tendenze in fatto di estetica – e non solo – anche quella dello “Zoom Boom” arriva dagli Stati Uniti.

Questo nuovo fenomeno, nato durante il lock-down, sta spingendo uomini e donne in tutto il mondo a ricorrere alla medicina estetica o comunque a trattamenti per migliorare la propria immagine e raggiungere un certo canone di bellezza. Molte persone, infatti, in questo anno di pandemia sono costrette allo smart-working e, in particolare, all’utilizzo quotidiano dei vari strumenti di video-call e web meeting come Zoom, appunto, Teams, Skype, etc.

Questa pratica sembra abbia sortito come effetto un aumento notevole della domanda di interventi di chirurgia estetica anche non invasiva: filler delle labbra, lifting del viso, etc. Le richieste sono infatti molteplici: chi per risollevare le palpebre, chi per gonfiare le labbra o aumentare il seno, alzare gli zigomi o anche solo eliminare le rughe d’espressione.

La webcam è dunque diventata il nuovo specchio per valutare la bellezza ed evidentemente quello che ha riflesso non è piaciuto.

L’estetica del sorriso

Le labbra, gli occhi, il viso in generale, sono le parti del corpo più visibili in webcam, quelle sotto i riflettori e, dunque, protagonisti negli interventi di correzione dei difetti.

I trattamenti e le soluzioni a disposizione sono molteplici e spesso dipendono dall’età, oltre che dall’esigenza: radiofrequenza, laser, luce pulsata, peeling, lifting, filler, botulino, acido ialuronico e… trattamenti sbiancanti.

Quando pensiamo all’estetica del viso, infatti, non possiamo trascurare il sorriso, elemento fondamentale per considerare armonico un volto. I modelli estetici attuali ci inducono a pensare all’estetica del sorriso in termini di denti perfettamente dritti e bianchi. Le persone prescelte da Madre Natura per avere entrambe queste fortune sono poche, per tutte le altre ci sono soluzioni professionali, anche domiciliari!

Cosa sono le discromie dentali? 

Le discromie dentali sono le alterazioni del colore del dente e possono apparire come macchie circoscritte oppure interessare tutta la superficie dei denti. Possono essere classificate in due modi a seconda dei fattori che le hanno provocate: estrinseche o intrinseche. Le discromie estrinseche sono causate da fattori esterni e appaiono sulla superficie esterna dei denti. A provocare macchie estrinseche concorrono per esempio cibi e bevande pigmentanti come caffè, thè, vino rosso, liquirizia. Le discromie intrinseche, invece, sono più profonde perché interessano gli strati interni del dente, ovvero le microfessure dello smalto e la dentina (lo strato del dente sotto lo smalto). Tra i fattori che favoriscono la comparsa di queste discromie citiamo i traumi, alcune malattie congenite e sistemiche, o l’uso di alcuni tipi di farmaci. L’assunzione prolungata di sostanze come il fluoro (se sovradosato), tetracicline e ciprofloxacina, per esempio, possono portare all’alterazione del colore dei denti. Questa tipologia di macchie è difficilmente reversibile.

I trattamenti sbiancanti

I trattamenti sbiancanti rientrano in quelle pratiche dell’odontoiatria definita estetica.

Possono essere realizzati all’interno dello studio dentistico (“In-Office bleaching” o “sbiancamento alla poltrona”), dal dentista o dall’igienista dentale, oppure comodamente a casa (Home Bleaching” o “sbiancamento domiciliare”).

Attenzione però! Per trattamenti “a casa” o domiciliari non intendiamo metodi fai-da-te o soluzioni casalinghe con il bicarbonato o il limone che possono danneggiare lo smalto. I trattamenti sbiancanti domiciliari sono da considerarsi dei veri e propri trattamenti professionali che sfruttano gli stessi principi attivi dei prodotti utilizzati dal professionista in studio, generalmente con le medesime concentrazioni o leggermente più basse. Lo sbiancamento dei denti è infatti un’operazione che richiede la supervisione dei professionisti del sorriso e, ovviamente, i prodotti adeguati suggeriti da loro.

Solitamente i prodotti per lo sbiancamento dei denti più efficaci sfruttano l’azione di agenti sbiancanti attivi, chiamati perossidi (Perossido di Idrogeno e Perossido di Carbammide), in grado di liberare ossigeno e disgregare le molecole dei pigmenti responsabili della discromia, neutralizzandole. Il trattamento sbiancante può essere realizzato sia sui denti vitali sia sui denti necrotici, sia su devitalizzati, ad esempio a seguito di un incidente, ma non è efficace su ponti, corone protesiche, otturazioni o altri materiali da restauro.

Le sedute di sbiancamento professionale domiciliare prevedono l’utilizzo di mascherine personalizzate o universali, nelle quali viene applicato un gel sbiancante dalla consistenza viscosa e appiccicosa proprio per evitare che fuoriesca e irriti le gengive.

A seconda della concentrazione del principio attivo, il paziente dovrà indossare le mascherine dalle 8 alle 10 ore al giorno se la concentrazione è più bassa, dalle 4 alle 6 ore al giorno se la concentrazione è più alta. Nel primo caso è consigliata l’applicazione notturna. In entrambi i casi i risultati sono generalmente visibili dopo 3-10 applicazioni, a seconda della gravità della discromia.

Effetti collaterali dello sbiancamento

Gli effetti collaterali dello sbiancamento dentale non è detto si manifestino e comunque sono da considerarsi transitori.

L’effetto collaterale più frequente nei pazienti sottoposti a seduta sbiancante è l’aumento, lieve o moderato, della sensibilità dentale. Grazie all’applicazione di dentifrici o gel specifici contenenti Fluoro o Nitrato di Potassio è un problema facilmente risolvibile. Alcuni prodotti per lo sbiancamento professionale domiciliare già prevedono all’interno della loro formulazione Fluoro e Nitrato di Potassio proprio per preservare la salute generale dei denti durante e post trattamento.

Un altro effetto collaterale riscontrabile è una lieve irritazione delle gengive o in generale dei tessuti molli della bocca, dovuta alle alte concentrazioni di perossido utilizzate durante i trattamenti sbiancanti in studio. È inoltre possibile avvertire leggere alterazioni del gusto e la sensazione di gusto metallico subito dopo il trattamento, ma sono effetti che tendono a durare poche ore.

Quanto durano i risultati ottenuti

Bisogna precisare che i risultati ottenuti grazie ad un trattamento sbiancante professionale, in studio o domiciliare, per quanto stabili nel tempo, possono essere compromessi da alcuni fattori come la genetica, la dieta, l’età, certi farmaci e abitudini (es. fumo). Per intenderci, un accanito fumatore o un sommelier professionista è molto probabile che vedranno i risultati ottenuti vanificarsi più velocemente. Con la tecnica domiciliare di sbiancamento mediante mascherine è però sufficiente richiedere al proprio dentista delle nuove siringhe predosate di gel per tornare a mostrare denti bianchi. Il trattamento, infatti, può essere ripetuto più volte nel tempo per mantenere brillante il sorriso.

Come sempre il primo passo per individuare la tipologia di trattamento più idonea alle proprie esigenze è rivolgersi al proprio dentista di fiducia. Lo sbiancamento, infatti, è un processo che deve iniziare solo dopo un’attenta anamnesi del paziente, delle sue abitudini, delle sue aspettative, estetiche certamente, ma anche psicologiche. Poter sorridere mostrando una dentatura senza inestetismi, sana e curata è sempre sinonimo di vitalità, serenità e salute!

AIC - Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa
AIC - Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativahttp://www.accademiaitalianadiconservativa.it
AIC - Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa è un’associazione di odontoiatri che promuove lo studio, la ricerca e il progresso nel campo dell’odontoiatria conservativa. Dal 1986 è attiva per promuovere la salute e il rispetto dei tessuti dentari attraverso lo studio e ricerca scientifica nel campo dell’odontoiatria Conservativa.

A cura delle Società Scientifiche

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